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Cultura > Idee

Presentazione del n° 206 di “Nuova Umanità”

- Fonte: Nuova Umanità

Nuova Umanità 206

Questo fascicolo, passando con i suoi studi attraverso paesaggi diversi e anche lontani, si incentra in realtà su un unico tema: quello dell’incontro, dell’accoglienza, della comunione nel rispetto delle diversità.

Il tema si propone fin dal dibattito sui “principi non negoziabili”, trattato dall’Editoriale, che si accende con frequenza sulla scena politica, sia in Italia che in altri Paesi. L’antropologia cristiana ha una visione completa dei diritti e dei doveri dell’essere umano e della sua dignità, che solo in parte trova realizzazione nelle leggi e nei costumi di un Paese. Ma anche quando la realizzazione di tale visione è parziale, nel politico di fede e di cultura cristiana, in qualunque partito sia impegnato, dev’esserci la consapevolezza dell’intera visione che la sua fede gli illumina e che viene espressa anche dall’insieme dei “principi non negoziabili”. Purtroppo, accade spesso che tali principi vengano esposti in maniera parziale dagli stessi cattolici, secondo le convenienze politiche di una parte o dell’altra, producendo una vera e propria “riduzione della dottrina”; attraverso il dialogo costante e profondo si dovrebbe invece cercare di comporre una visione intera ed armonica dell’essere umano, almeno da parte di coloro i quali possono partire da una unità nella fede.

L’Editoriale, anticipato nel nostro sito internet prima della stampa, ha suscitato un certo dibattito, disponibile nel sito stesso.

Sul terreno politico rimane anche il testo di Franco Biancofiore, che affronta il tema dell’educazione come fatto di natura pubblica, considerandola come un bene comune che esige, nel rispetto della sussidiarietà, adeguate politiche a sostegno delle agenzie educative.

Dal terreno dell’educazione, in quanto tende al perfezionamento della persona e della società, non ci si discosta poi molto, guardando all’importante studio di Lucia Abignente sulla santità così come Chiara Lubich la intendeva, non tanto come una “santità individuale, ma comunitaria”; è in effetti una “santità di popolo” che rimette in luce la grande scoperta cristiana del “popolo di Dio” che trova in Maria il modello di impegno nella storia per uomini e donne.

Il “Focus” di questo numero è dedicato all’esperienza della traduzione: i due testi di María José Iglesias e di Philipp Kung-Tze Hu, la spiegano come un processo di accoglienza e di ospitalità reciproca tra persone e tra culture, quella dell’autore e quella del lettore, vissuta prima di tutto da colui che, traducendo, è chiamato a rendere possibile questo incontro.

Lo studio di Gennaro Cicchese mette in luce, nelle riflessioni sull’esistenza e la fede condotte dal teologo Romano Guardini, la centralità della relazione con Dio e con gli altri, da parte del cristiano, per raggiungere la piena consapevolezza di sé.

L’omaggio di Clara López Gonzalo al grande matematico Ennio De Giorgi ne sottolinea la naturale tendenza a prendere in seria considerazione il punto di vista dell’altro, attraverso una intelligenza serena e aperta.

Non provo neppure a dire qualche cosa delle poesie di Antonella Tissot: troppo belle.

Seguono le recensioni.

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